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martedì 30 settembre 2014

i buoni propositi

- Che cosa sia questa musica? Peccato che io debba andare a scuola, se no...
E rimase lì perplesso. A ogni modo, bisognava prendere una risoluzione: o a scuola o a sentire i pifferi.
- Oggi anderò a sentire i pifferi, e domani a scuola: per andare a scuola c'è tempo ....

Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Si dice. A patto che una ce l'abbiano. Io invece, come disse De André ad un suo concerto, ho poche idee, in compenso fisse.
In fondo a quest'idea di essere o diventare una illustratrice non riesco a rinunciare. E ringrazio tutti quelli che nutrono la mia vanagloria dicendomi che devo continuare!
Avevo detto che non avrei partecipato per avere il pass di Bologna. Ebbene ho cambiato idea. 
Manderò 5 tavole. Da qui a marzo chissà cosa potrà succedere e se c'è una cosa che ho imparato nella vita è che nei momenti di cambiamento non bisogna prendere decisioni definitive.
Perciò manderò la mia storia di Mary, un po' ridotta per stare nel numero di 5,però sono affezionata a quella storia, e mi hanno scritto dall'America dei tizi a cui era piaciuta la mia animazione.
Ma sì!

E mi piace abbinare le mie immagini a questo brano:
[...] " Intanto, la barchetta, sbattuta dall'infuriare dell'ondem ora spariva fra i grossi cavalloni, ora tornava a galleggiare [...]. Tutt'a un tratto venne una terribile ondata, e la barca sparì. Aspettarono che la barca tornasse a galla ma la barca non si vide più tornare."
( Pinocchio, capitolo xxiii)

lunedì 29 settembre 2014

Oh, ma se sapeste... ovvero della trama

Quest'anno non parteciperò alla selezione per la fiera di Bologna. Non invierò i disegni per avere il pass gratuito. Non so cosa sarà di me. Fagocitata dall'inserimento di Arianna a scuola materna, infinito, tanto che mi sono chiesta se nelle aule i bambini giochino in assenza di gravità visto che pare si debbano abituare a fermarcisi per 1 ora la prima settimana, 3 ore la seconda, 5 la terza....., con la mente impegnata nelle rivoluzioni da fare in casa, e la mia scrivania strenuamente difesa, faticosamente conquistata, da sgombrare e liberare e collocare altrove, sto pensando molto poco a disegnare, sto pensando che devo dare una svolta alla mia vita.
Mi vengono pensieri sparsi.  Penso al Piccolo Principe.
Lo abbiamo tutti citato moltissimo, riempito lettere e conversazioni di volpi, rose, colore del grano, baobab. Ma quei passaggi sono pronti da usare come le frasi dei cioccolatini. E Saint-Exupery che era scaltro ha messo l'essenziale, proprio sotto gli  occhi di tutti: in prima pagina. Dopo il disegno del cappello/ serpente che ha ingoiato un elefante il libro era finito. Aveva già detto tutto.

Perchè  quel disegno ci dice: 1) quello che mangiamo ci da la forma che gli altri vedono, 2) per quanti elefanti tu possa mangiare, non diventerai mai cappello ma sarai sempre serpente, nel bene e nel male.
Ecco. In questo momento storico io devo ritrovarmi indipendentemente dalla forma che ho assunto agli occhi di tutti nutrendomi di sogni e velleità e responsabilità famigliari.
La vita in fondo  è un romanzo a puntante, in cui non ci si può concedere una pausa nella narrazione. In ogni puntata accade qualcosa. E dirò di più, non è detto che si sappia cosa accadrà nella puntata seguente. La vita è più simile alla storia di Pinocchio, piena di imprevisti e rovesci e avventure e avvenimenti.  Intricata, perché usciva a puntate, a volte ripetitiva, perché la lunghezza dei capitoli doveva essere uguale, avvincente, perché se si perdevano lettori, Collodi avrebbe perso il lavoro.
Per dar l'idea della complessità dell'intreccio vi faccio sentire i resoconti che fa Pinocchio stesso.

Pinocchio letto da Paolo Poli, capitolo 7 dal minuto 2:08

Pinocchio letto da Paolo Poli, capitolo 35 dal minuto 2:41

Il pescecane di Jacovitti, da www.jacovitti.it


Insomma mi sento così. Come Pinocchio. Credevo che sarei tornata a casa, e invece sono finita dentro un enorme pesce cane.


mercoledì 30 luglio 2014

il viaggio in macchina o del ritorno

Vacanze. Meta di villeggiatura a 1000 km per godere dei nonni ( e della loro cucina) a Kilometro zero.
3 figli che soffrono il mal d'auto al solo pensiero. Il record di mal d'auto lo detiene la secondogenita che è stata male in garage.
Così il viaggio si dilata e allunga per le numerose soste, passeggiatine per prendere aria, pipì, cambio di maglietta, lavaggio interni auto, pranzo, pipi, caffè, passeggiatina, coda a Bologna, coda a Rimini, lavori dopo Ancona...
Per fortuna abbiamo collezionato le fiabe sonore della Fabbri, quelle vecchie e quelle nuove che davano con il Corriere.

Abbiamo un'autonomia di decine di ore tra Gatti con gli stivali, Pollicini,Pollicine, Mignoline, Duchi e Imperatori dai vestiti nuovi, Principesse incantate, Porcellini, Capretti, Cappuccetti Rossi, Principi Rospi, Melarance, Pelli d'asino, Cenerentole....
Ma il fiore all'occhiello è Pinocchio.
Abbiamo registrato su 4 cd i 36 capitoli dell'edizione in 45 giri curata da Fabbri nel lontano 1965 . Questa edizione è letta da Paolo Poli, irresistibile nella parte di Pinocchio. Era a fascicoli illustrati da Sergio Rizzato e io mi ricordo i pomeriggi passati seduta per terra con il mangiadischi in mano in cui inserire come si fa ora coi cd, il piccolo disco in vinile nero con etichetta centrale bordeaux. Bordeaux era anche la copertina in simil pelle dei due volumi che risultavano dalla rilegatura di tutti i fascicoli.

Sicuramente da quei pomeriggi deriva il mio amore per questo racconto.
Così nel ritorno a casa, ascoltando tutti i 36 capitoli in fila, senza interruzioni o notizie sul traffico, ho ricordato il primo ( e unico )  anno di Accademia a Bergamo, dove mi ero iscritta per glissare il divieto

di frequentare Brera, e dove mi recavo ogni mattina col treno delle 6.40 che partiva da Garibaldi, da in fondo al sottopassaggio, illuminato da un neon giallastro e inquietante, in cui rimbombavano i miei passi, quasi in via Pepe, da un binario scuro e solitario. Ho ricordato le mie ambizioni di fare illustrazione e il nuovo direttore dell'Accademia , Mario Cresci. Ho ricordato le sue parole e l'invito a preparare la tesi nel corso di tutti e 4 gli anni di Accademia e il mio progetto di scrivere una tesi su Pinocchio e le sue illustrazioni.
Già perchè non l'ho detto ma mi piace collezionare edizioni illustrate di Pinocchio, qualche libro ce l'ho, non sono una grande collezionista, ma mi piace vedere le differenze tra un autore e l'altro.
In effetti il titolo del blog viene da lì e da un'etichetta che mi ero inventata per vendere manufatti ad un mercatino.
La mia carriera accademica si interruppe dopo il primo anno, non prima però di aver sostenuto tutti gli esami, per una più gloriosa e direi duratura ( 10 anni tra una cosa e l'altra... ) carriera universitaria.
Perciò la tesi è rimasta un progetto e pertanto ho pensato che potrei svilupparla qui su.
In fondo il titolo già c'è!