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venerdì 3 febbraio 2017

riprendere in mano le matite


riprendo in mano un progetto elaborato anni fa, ormai quasi 6.
Il tempo è tiranno se lo lasci spadroneggiare, ma se rimani indifferente al suo scorrere e saldo nei tuoi propositi direi che vederlo passare è un elemento del paesaggio come le condizioni meteorologiche, le fioriture, le nevicate, eccetera.
Non che io sia salda nei miei propositi per mia fermezza. Piuttosto direi che mi son trovata impossibilitata a spostarmi da essi, e il tempo, che se non è tiranno, è gran signore porta con se la saggezza e la rassegnazione a dar corso alle proprie inclinazioni perché ormai si sa di poter sopravvivere anche senza.

Sono tornata alle matite, al segno grafico, che mi permette di controllare meglio l'intensità del tratto e l'espressività del disegno.



Sono tornata allo storyboard, ad avere chiaro il progetto complessivo, ad adoperare solo i colori che mi sembravano più indicati ad esprimere l'atmosfera complessiva del racconto. 
Sono tornata.







mercoledì 20 gennaio 2016

La crisi dei colori

I colori mi mettono in difficoltà.
Non so dire perché.
I miei disegni nascono in bianco e nero, o comunque monocromi, e le luci, le ombre, i volumi sono dati dal tratto.
bozzetto per una cartolina
Ma nella mia percezione non sono disegni in bianco e nero, la luce, i colori, io li percepisco quasi come se fossero intrinsechi al soggetto rappresentato e pertanto riprodurli sia pleonastico.
Che poi traducendo significa che non riesco a rendere col colore i colori che io percepisco e immagino nei miei disegni.
schizzo dall'album personale
Mi sembrano colori mal stesi, piatti o addirittura mossi nei punti sbagliati, mi sembra che siano meno nitidi squillanti e necessari di quanto io vorrei.
Insomma al momento di fare un disegno vado in crisi.
il commissario Basettoni, dall'album personale

Re Magio che scruta il cielo, album personale
bozzetto
La prima difficoltà sta nello scegliere la tecnica.
Se riporto un disegno sul foglio definitivo devo sapere se vorrò dare un colore ad acqua, oppure userò dei pastelli o dei pennarelli per poter scegliere la carta giusta.
Poi devo lottare contro l'insopprimibile bisogno di dare ai disegni un contorno a inchiostro, che mi piace molto ma poi mal si sposa coi colori dati ad acrilico, mentre è ideale se voglio darli a computer.
Ma io non sono molto brava col computer, e quando lo adopero mi sembra sempre di andare a rubare in chiesa, di fare una cosa al di sopra delle mie possibilità, e decisamente illecita.
Resisto, non tratteggio il contorno con l'inchiostro, prendo gli acrilici, e un senso di immane fatica, come se trascinassi una
palla di ferro pesa sul mio lavoro. Troppi anni di tentativi vani, di scarsi risultati, di aspettative enormi.
Morale della favola. Non ho ancora trovato la tecnica che va bene per me.
O meglio non ho ancora trovato il modo di dare alla mia tecnica l'investitura ufficiale. Che poi chi ha detto che i disegni debbano essere a colori?


prima, il disegno mi piace 
il disegno non mi piace più :-)

venerdì 4 dicembre 2015

Quei pomeriggi un po' così

Ci sono pomeriggi in cui stravolgere la routine è di fondamentale importanza.
Di solito poi in quei pomeriggi si scopre che anche a concentrare le attività domestiche in mezz'ora si riesce a fare tutto.
Ci sono persone che quando le vedi è come se fossero state sempre lì, ma hanno il potere di ricordarti chi sei anche quando non sei più quella da molto.
Se unisci uno di quei pomeriggi con una di quelle persone ( rare, preziose, immense) con la scusa di dover dare una mano a qualcuno ( se fosse stata una cosa per me , tipo, ad esempio, la testata del mio letto.... non l'avrei fatto..) e per fare questo devi metter mano a matite, gessi,tempere, pennelli, ottieni un'alchimia perfetta. Meglio di qualsiasi zabaione o complesso vitaminico, meglio di qualsiasi ricostituente, toccasana, meglio di tutta la nebbia che c'è in questi giorni.

Così ieri pomeriggio, con Mara, compagna di mille artistiche avventure, abbiamo srotolato un lenzuolo nel mio soggiorno, ( meno male che Mara è saggia e ha portato un telo per proteggere il mio parquet) e abbiamo disegnato e dipinto lo sfondo per una recita scolastica.
Noi ci siamo divertite un mondo, a parte scoprire che le ginocchia di adesso non reggono a stare per terra quanto quelle di vent'anni fa...


Così tra una risata e una chiacchiera, sono emerse due domande fondamentali:
1) ma perchè non lo hanno fatto fare ai bambini della scuola? Si sarebbero divertiti almeno quanto noi.

2) perchè la gente pensa che se sai disegnare hai tempo per far tutto e magari anche ti regalano le matite?

disegno per il comitato feste della scuola di mia figlia

Vi lascio con due cose.
La prima è la nostra faccia soddisfatta e felice, perchè non pensiate che le domande di cui sopra abbiano turbato il nostro lavoro e la nostra contentezza:
io e Mara Bertolazzi sedute nella scenografia casareccia di nostra realizzazione

La seconda è questo video che fa riflettere e sorridere un po' sulla vita di chi.... sa disegnare :)









venerdì 27 novembre 2015

Natale esponenziale

Io adoro il Natale, mi piace il caldo in casa e il freddo fuori , il buio fuori, le luci dentro,
l'illuminazione per strada, l'idea che arriva un giorno in cui nessuno vuole da te altro che la tua compagnia, e magari per dirtelo ti fa pure un regalo, una maglione con le renne, un sapone da bagno, un paio di pantofole di pelo finto.
Mi piace che nasce Gesù. Mi da un senso di pace sapere che tutto sommato niente è così terribile da dissuaderlo dal tornare. Mi piace immaginarlo che entra in casa la notte, e fuori fa freddo, e nel nostro salotto magari c'è un po' di calduccio e si siede sul divano a mangiarsi i cioccolatini che abbiamo lasciato per lui, e magari si spara una pennica, lui che è padrone del tempo,tra le briciole di semi di zucca sgranocchiati da Tommaso davanti alla tv.

Mi piace anche, pensare al menù della festa, prima, fare la spesa, cucinare, scegliere la tovaglia, fantasticare su come piegare i tovaglioli a forma di slitta di babbo natale ( e poi metterli accanto al coltello con la solita piega a triangolo, perchè ci mancava giusto di piegare i tovaglioli...).
Al mangiare e cucinare ho dedicato qualche disegno, nessuno Natalizio per la verità. Ma  eccoli a voi.
disegno per Mammarsupio, pubblicato on line
ricetta di insalata di pasta pubblicata sul sito They cook and draw

disegno per filastrocca, non pubblicata

insalata lavata, studio per icona di sito internet 
salami, studio per icona di sito internet

taleggio ( mon amour) , studio per icona di sito internet

ricetta per they cook and draw non pubblicata per imprecise indicazioni di cottura e quantità

etichetta per le favolose conserve della mia mamma, che spazia dalla distillazione di superalcolici alle prugne al naturale

il mio io ideale, immersa nel caos quotidiano della routine domestica

la signora Goccia e il signor Grissino che studiano l'itinerario del loro viaggio gastro-intestinale, disegno per storia non ancora pubblicata..

Barbablù, col suo fornitissimo frigo di donnine, disegno per un concorso, non ricordo più quale.
P.S. : mi accorgo di essere andata fuori tema rispetto al titolo, che voleva essere una sparata sul moltiplicarsi di feste merende cene Natalizie, ma meglio così. Riassumo il pensiero algebrico con una espressione matematica, e siccome io, lo dico sempre, ho fatto lettere e non numeri, non stupitevi se invento qualche numero molto più che irrazionale...
Natale x [famiglia di lui :(famiglie di cognati - famiglie di cognate)+ famiglia di lei:( famigla di cognati -famiglie di cognate)] + festa di Natale x[( scuola+ judo+ catechismo+ strumento + coro+ ex compagni)x 3figli + cena di Natale x [( colleghi+ ex colleghi+ amici+ ex amici) :2]-merenda di Natale x ( amici+ amichetti+ vicini+ conoscenti + mercatini + parrucchieri) = Natale alla seimillesima

mercoledì 18 novembre 2015

RITORNO IN BIBLIOTECA

L'anno scolastico è ripartito da un po' e pian piano riprendono le consuetudini.
Come la biblioteca scolastica, che occorre risistemare e ordinare prima che i bambini possano disordinarla nuovamente.
Libri nuovi da inserire, libri da aggiustare, buttare, regalare, vendere, mettere a disposizione degli insegnanti.
L'entusiasmo di chi ritiene che la nostra bella biblioteca meriti di essere amata e frequentata.
Il mio entusiasmo. 
I miei disegni:
quello qui sotto sarà il fronte del tesserino della biblioteca, dove ogni bambino della scuola potrà scrivere i titoli dei libri letti.
Così da tenere a mente un percorso e poi poterlo rivivere nel ricordo, rileggendo i passi fatti.
"cosa si impara" disegno per opuscolo " Ai genitori stranieri" a cura della cooperativa Farsi Prossimo






































Ho deciso di fare lo stesso coi miei disegni, perchè tenerli chiusi nell'hard disk lede la loro stessa dignità comunicativa e poi almeno posso ripercorrere a mia volta il mio percorso e chissà che non capisca dove sono andata a finire.
bozzetto per copertina per giornalino Pagine Giovani, non pubblicato


giovedì 1 ottobre 2015

frutto di fatica

é  ottobre.
mi piace ottobre, i colori caldi delle foglie, l'aria già fresca che sa di montagna lontana e pace, il sole ancora caldo, che non sai come vestirti, quanti strati, quanto pesanti.
Mi piace il colore dei cachi, arancioni sul banco della frutta al mercato.
Mi piace che è l'inizio dell'anno scolastico e tutto ricomincia ed è una seconda chanche nell'anno solare, è il momento di fare quello che ancora non si è riusciti, ma non come una rincorsa sull'ultimo rettilineo, ma come una nuova gara, una nuova partenza, dopo un nuovo, lungo, allenamento. A ottobre poi ci sono ancora scadenze aperte di concorsi di illustrazione, nuove possibilità, che titillano il mio desiderio insopprimibile di essere almeno con un pezzetto di me, parte di quel mondo meraviglioso fatto di immagini e storie, dove tutto è possibile al di là delle leggi della fisica, della chimica, della biologia, della ragione.


Per me autunno ha significato tempo di novità. Sono sbarcata su twitter e instagnam per vedere come funzionano ( e prima o poi lo capirò...).
Per instagram sto maturando una passione speciale.
Forse le fotografie sono quel compromesso tra quello che vedo e le immagini che nascono nella mia mente, senza passare per le mie mani, cioè la mia autostima, il metterci del mio, la paura di fallire, di essere giudicata, di non riuscire. Tutte cose che mi paralizzano.
Però oggi ho anche deciso di sporcarmi le mani col gesso e mi son messa a disegnare.
Ovviamente è stata una cosa veloce e faticosa
ma ecco qua il mio nuovo amico:



martedì 25 agosto 2015

venuta giù dai monti

C'è un solo luogo al mondo in cui io mi sento perfettamente a mio agio: la montagna, sopra i 1600 m.
Non importa il freddo o il sole. Importano i pini e il profumo di bosco,
un albero scavato dai picchi



una legnaia fiorita
gli animali che compaiono fugaci, le mucche impertinenti, il latte intero non pastorizzato che fa la panna quando lo cuoci ( ah la panna, questa sconosciuta! ), importano i funghi che proprio desiderano farsi trovare, e i lamponi, almeno un barattolo di yogurt, pieno per fare la marmellata.

tutto il bosco nella  fessura di un sasso


Le fragoline di bosco, i ruscelli gelati in cui immergere i piedi e far navigare barchette, le marmotte coi loro fischi da scaricatori di porto, e quel sottile confine dove la vegetazione cambia e gli alberi non crescono più.
dolomiti di Brenta, sotto gli Orti della Regina, verso la malga Vagliana

Dolomiti di Brenta,sotto gli Orti della Regina, verso la malga Vagliana

Se poi hai anche il timore di poter incontrare l'orso
foto da il Corriere delle Alpi, 18 aprile 2009
che rende avventuroso anche nascondersi dietro i cespugli per un'impellente pipì....tutto è perfetto.

giovedì 6 agosto 2015

vacanza da che?

“Un artista ha bisogno di tempo per non fare nient’altro che sedersi qua e là e pensare e lasciare che le idee vengano a lui” 
C.Potok in Il mio nome è Asher Lev

dovrei farmi tatuare questa frase da qualche parte. Dovrei farlo, per far si che questa frase mi torni in mente spesso, ricordandomi che lo status di artista attiene ad un certo modo di vedere le cose prima ancora che ad un certo modo di fare determinate cose.
Però perchè la frase mi saltasse agli occhi ogni momento dovrei farla tatuare che so , sulla fronte dei miei figli, così non correrei il rischio di dimenticarmi di leggerla. 
Che poi salvo forse quelli sulle braccia, la maggior parte dei tatuaggi stanno in posti che di  se stesso uno non vede, la schiena, le spalle, le chiappe.
Così per dar corpo al mio status di artista vacante vi posto alcune foto, da questa mia lunga attesa di ispirazione che  è l'estate. 
expo, vicoli di servizio

expo, vicoli di servizio

expo, padiglione Giappone

expo, albero della ( bella) vita, spettatori

Brindisi Lido del Carabiniere





Bouganville
Brindisi, parco del Cillarese